Plessi storici, frazioni collinari e nidi privati: tre impianti diversi
Negli edifici scolastici del centro, spesso ottocenteschi o del primo Novecento, la rete idrica è il risultato di adeguamenti successivi: bagni aggiunti, tratti sostituiti, diramazioni abbandonate dopo cambi di destinazione delle aule. Sono questi rami ciechi, insieme ai boiler delle cucine interne, a concentrare il rischio.
Nelle frazioni collinari i plessi sono più piccoli ma lontani dai punti di alimentazione, con pressioni variabili e talvolta serbatoi di compenso. I nidi privati, infine, hanno impianti domestici con scaldabagno elettrico, ma un'utenza da zero a tre anni e doccette usate per il cambio che producono aerosol proprio all'altezza del viso dei bambini.
- plesso storico: rami ciechi, tubazioni miste, boiler della cucina
- scuola di frazione: tratti lunghi, serbatoi, pressione discontinua
- nido privato: scaldabagno, doccette del fasciatoio, lavabi a misura di bambino
- scuola dell'infanzia con refezione: boiler ad accumulo spento durante le vacanze
- secondaria con palestra: docce usate di rado e soffioni incrostati